Eventi,  Vita quotidiana

La colonna dello Stato: le Forze dell’Ordine

Come la chiesa di San Bruno celebra le Forze dell’Ordine

Cari gentili lettori,

Si è tenuta oggi 23 Marzo 2026, la SS Messa in occasione del “Precetto Pasquale”, celebrata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Lazio Don Donato Palminteri e da Don Augusto Fagnani, presso la chiesa di San Bruno, a Colleferro.

Le autorità presenti all’odierna giornata del “Precetto Pasquale” sono:

Cappellano militare Don Donato Palminteri, Cap. De Somma Raffaele (c. te Nucleo Radiomobile comp. di Colleferro), Luog. con incarichi speciali Antonio Carella (C. te di Stazione di Colleferro), tutti i comandanti di Stazione della compagnia Carabinieri di Colleferro. Personale effettivo, Aliquota Radiomobile Colleferro e uffici compagnia. 

A.N.C. Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Colleferro e ANC di Carpineto.

“Questa celebrazione porta dentro di sé il valore del vostro servizio – riferito al Comando Compagnia Carabinieri di Colleferro – : quotidiano, silenzioso, spesso faticoso. Un servizio svolto in un territorio vasto e variegato, fatto di realtà diverse, di situazioni complesse, di fragilità e di speranze. Proprio lì, nelle strade e nelle comunità che custodite, si rende concreto il vostro impegno per la sicurezza, la giustizia e il bene comune.”

Dalle parole del Cappellano Don Donato Palminteri 

Appena arrivati gli ospiti sono stati accolti da Don Augusto nel Giardino del Laudato sì, dove lui stesso ha provveduto a raccontare loro la storia in cui prende vita il Giardino e le opere che vi sono scolpite. Il Giardino del Laudato sì, ettari incontaminati di alberi e verde, si estende sul territorio della sacra Parrocchia di San Bruno, permettendo a tutti i frequentatori della chiesa di scoprire il piacere della fede all’aria aperta. 

Già in varie occasioni la messa è stata celebrata all’aperto e i risultati sono stati strabilianti. Il contatto con la natura è essenziale per la fede, essa rinnova l’interesse che lo spirito mostra nei confronti del creato di Dio. Come ci ha insegnato San Francesco, l’essenzialità del verde è una costante da tempo incontrastata. 

La Parrocchia di San Bruno, con Don Augusto, è da sempre particolarmente attenta alle tematiche ambientali e come sottolineato durante la cerimonia, “noi siamo custodi del Giardino che è il mondo.”

La santa messa ha sottolineato come sia facile fermarsi alle apparenze.

“La Parola di Dio oggi ci interpella con forza. Nel Vangelo abbiamo visto una donna trascinata davanti a Gesù, giudicata, esposta, condannata. Senza nome, senza storia: solo un caso da risolvere. E quanto è facile anche per noi fermarci alle apparenze…

Vedere situazioni e non persone, formulare giudizi senza conoscere davvero,

alzare, magari, interiormente, qualche pietra.

gli accusatori di quella donna erano uomini osservanti, fedeli alla legge. 

Ma avevano perso qualcosa di essenziale: il cuore.”

Dalle parole del Cappellano Don Donato Palminteri 

La fatidica scena del “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e allora fermiamoci a chiederci come sia possibile che in un mondo iperconnesso, per sentirci parte di qualcosa dobbiamo staccare tutto. Questo l’elemento centrale della messa del giorno, “Il Vangelo ci ricorda che la vera giustizia non è mai disgiunta all’umanità.” 

L’arma dei Carabinieri da sempre impegnata a combattere le ingiustizie sociali oggi – come tutti i giorni – dovrebbe essere celebrata e lodata per gli sforzi e i sacrifici che ci sono dietro questo duro lavoro. –  

I carabinieri, da sempre impegnati a combattere contro le asperità del sistema, contro le ingiustizie e i reati che non solo feriscono penalmente, ma anche moralmente.

Ad oggi il concetto di reato è definito fatto umano tipico, antigiuridico e colpevole a cui l’ordinamento giuridico ricollega una sanzione penale. Si configura come un’azione od omissione contraria a un interesse protetto da una norma penale, distinto in diritti e contravvenzioni, che comporta una pena a differenza dell’illecito civile, secondo la Treccani.

Ma cos’è davvero il reato per la Chiesa cattolica?

Nell’ordinamento della Chiesa Cattolica, il “reato” è definito tecnicamente come delitto canonico o delictum. Si tratta della violazione esterna gravemente imputabile, di una legge, alla quale è associata una sanzione penale. 

Non tutto ciò che è peccato (offesa a Dio) è anche un delitto (reato). Il delitto è un’azione, oltre ad essere moralmente illecita, offende la Giustizia e l’Ordine Pubblico della Chiesa, richiedendo una sanzione esterna. 

Quindi il peccato per la Chiesa altro non è che un’offesa che arrechiamo a Dio stesso e così facendo lo offendiamo. 

Potremmo addentrarci nella tematica dei reati che vengono puniti dalla Chiesa e dallo Stato, ma ci basti sapere la distinzione tra questi due e tenerla ben presente.

Tutto questo per parlare della similitudine che c’è tra Chiesa e Forze dell’Ordine. Entrambe hanno dei principi ben definiti, entrambe sostengono la Giustizia; una quella divina e civile, l’altra quella civile. 

Vivere in un mondo per bene vuole significare mantenere l’equilibrio che c’è tra le due. 

La Giustizia da sempre impegnata a sostenere i giusti concetti della Costituzione e del Codice Civile si impegna attraverso i suoi membri a creare una situazione ottimale per far regnare la pace e la serenità di tutti i cittadini. 

E’ molto importante l’incontro tra Chiesa e Forze Armate, perché sono entrambi pilastri della società odierna e antica, che collaborando donano prosperità e benevolenza. L’una può esistere senza l’altra, ma non vi sarebbe il perfetto equilibrio che invece si crea quando coesistono e collaborano.

Anche in passato il concetto di Giustizia e Forze dell’Ordine legate alla Chiesa o alla religione è stato ben presente. Ci basti pensare alle vicende di Gesù, a quelle di San Gennaro o San Lorenzo. Tutti loro hanno avuto vicende legate a quest’argomento.

La Giustizia è sempre stata raffigurata come un collante dello Stato, senza la quale, non sarebbe possibile vivere serenamente in una società.

Ad oggi il lavoro delle Forze Armate non è pienamente riconosciuto. Lo stipendio medio di un carabiniere è 1300-1600 euro al mese, un contributo che non copre l’intero stile di vita, sempre a rischio, che corrono. Nessuno può assicurare alle loro famiglie che resteranno incolumi per tutta la durata del loro servizio e anche se è un pericolo che loro hanno ben presente non è da sottovalutare lo stato psicologico della cosa. 

Nel 2024, in Italia, 273 agenti di polizia sono stati feriti durante le manifestazioni e si contano 2695 aggressioni in un anno da Marzo 2025. Cifre da capogiro. 

La vita di un normale agente di polizia è sempre in pericolo, anche negli eventi di vita quotidiana. Ci capita sempre più di frequente di trovarci di fronte a notizie di aggressioni alle Forze Armate e di proteste finite male.

L’articolo 52 della Costituzione si impegna nella Difesa della Patria, sancendo che la difesa di essa è un sacro dovere del cittadino e, per estensione, la sicurezza interna viene garantita dalle Forze Armate di Polizia.

L’importanza che hanno queste figure per la nostra Patria è senza fine. Senza di loro non ci sarebbe la sicurezza, la stabilità, la costante sensazione di benessere che possiamo sperimentare anche solo camminando per strada.

La Chiesa di San Bruno, da sempre sostenitrice delle politiche sociali più importanti, ha celebrato al meglio questa giornata, dedicando le parole della Santa Messa alle Forze Armate di Colleferro. 

“Carissimi,

nel territorio che servite così ampio, così diverso, a volte anche segnato da tensioni e difficoltà, 

Voi siete chiamati non solo a garantire l’ordine ma essere presenza. 

Presenza che rassicura, presenza che ascolta, presenza che, anche nella fermezza, non perde mai il rispetto e la dignità di ogni persona.

Questo rende il vostro servizio prezioso. Non solo ciò che fate, ma per come lo fate.”

Dalle parole del Cappellano Don Donato Palminteri 

Queste le parole che la Messa di oggi ci hanno donato.

In un mondo dove la sicurezza, la presenza e la speranza sembrano spettare di diritto, fermiamoci un attimo a pensare a chi preserva queste sicurezze per noi. A chi lavora costantemente per rendere il nostro Paese, una patria di persone rispettabili e oneste.

Ringraziamo alla chiusura di quest’articolo, le Forze Armate di Colleferro e dell’intero Paese che tutti i giorni combattono le ingiustizie, preserviamo il loro lavoro e rispettiamolo, non solo per noi, ma anche e soprattutto per le generazioni future.

Se il reportage vi è piaciuto vi invito a condividere i contenuti e lasciare un commento,

Alla prossima,

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